Foto dal post di Giovanni & Brigida

GIORNO 7

Questa mattina, durante l’eucarestia nel Santo Sepolcro, abbiamo pregato per le nostre parrocchie e per chi vive ogni giorno il suo calvario.
Poi abbiamo visitato lo Yad Vashem, il memoriale della Shoah. Comprendere rimane imposssibile, ma conoscere è necessario, come già ai tempi Primo Levi. ”Ognuno è l’ebreo di qualcuno, e oggi i palestinesi sono gli ebrei di Israele”. Non dobbiamo smettere di credere che la memoria del male, alla fine, cambierà l’umanità.
Nel pomeriggio abbiamo incontrato i piccoli fratelli di Charles de Foucauld.
Charle de Foucauld ha fatto un cammino di fede, che può essere simile al nostro sotto diversi aspetti. Nasce a Strasburgo a metà dell’ 800 e a 6 anni rimane orfano. Si trasferisce così dal nonno, crescendo nell’agio e nella spensieratezza. Fino a 28 anni vive “senza nulla credere e nulla sperare”, sentendosi solo anche in mezzo alla gente. Poi viene cacciato dall’Algeria, ma, in compenso, m si innamora del deserto e della lingua araba. Decide così di girare il Marocco fingendosi arabo. Viene colpito dalle preghiere di musulmani poveri: davanti a questo lui, che è ricco fuori, si sente povero dentro. “Mio dio se esisti fa che io ti conosca”, era l’interrogativo che si portava dietro in quegli anni. Si mette in ricerca per capire come spendere la sua vita per Dio, raggiungendo anche la Terrasanta nel 1890, dove viene colpito da Nazareth. È possibile che il figlio di Dio abbia vissuto in una città che all’epoca contava pochi abitanti? Com’è che Gesù si sia ridotto così in basso, vivendo in mezzo a gente umile? Queste erano le domande di Foucauld. Vive nella cappella del monastero per 3 anni in adorazione e in ascolto del vangelo. Gesù era salvatore anche quando era bambino in mezzo ai bambini e quando era lavoratore in mezzo ai lavoratori. Capiamo così che lo straordinario è nel nostro quotidiano, nel nostro ordinario, nelle piccole cose. Quanto è affascinante per me il quotidiano? Sono consapevole di quanto ci sia di prezioso in ogni piccolo gesto fatto e ricevuto ogni giorno? Charles de Foucauld diceva che noi non testimoniamo, non annunciamo Gesù in base a quello che facciamo o diciamo, ma per quello che siamo. E siamo noi stessi quando siamo Gesù. Essere cristiani è essere già testimoni: dobbiamo essere più trasparenti possibile perché gli altri possano vedere Gesù attraverso di noi.

Filippo Zaninoni

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