Foto dal post di Giovanni & Brigida

GIORNO 5

“La conoscenza è fonte di libertà, l’ignoranza di schiavitú” ci ha detto questa mattina Don Umberto alla chiesa crociata di Sant’Anna. E noi oggi di cose ne abbiamo imparate parecchie. Abbiamo imparato che la croce è l’opera più inclusiva di Gesù. Gesù non accettava che alcuni, come paraplegici o ciechi, non potessero vivere la parola di Dio, che trasmette invece un messaggio di inclusione e di amore. Non ci possiamo salvare da soli. Qual è, dunque, il vuoto della mia vita che vorrei che il Signore riempisse?
Durante la visita alla Chiesa del Santo Sepolcro abbiamo poi imparato che il silenzio di Gesù ci salva e il suo sguardo ci ama. Egli fu condotto davanti al Sinedrio, dove si stavano cercando dei capi d’accusa che fossero d’accordo contro di lui. Ma i due non furono trovati in tempo, e quindi sarebbero dovuti esser processati. Li ha salvati il silenzio di Gesù. Il silenzio di Dio non ci deve mandare in crisi, ma deve essere sentito come una benedizione. E io come reagisco quando sento distante Dio?
Leggendo il passo del vangelo di Luca, abbiamo imparato che il rinnegamento di Pietro è iniziato quando si è posto al di sopra degli altri, credendosi il più fedele, entrando così in una profonda solitudine. È più facile rinnegare quando si è soli, e non in una comunità. E io, sono consapevole della fortuna che ho nel vivere in una comunità che mi ama e mi accoglie? Quando Pietro rinnega tre volte Gesù, è vivo fuori, ma morto dentro. Vivere non è sopravvivere. Io mi sento un po’ come Pietro? Mi sento vivo solo perché respiro? Visitando il Muro del Pianto abbiamo imparato che il mondo ebraico non ci va per piangere la distruzione del Tempio nel 60 a.C., quanto piuttosto per pregare. Il Muro del Pianto è un elemento di contatto tra l’umanità che prega e Iavè.

Mentre scrivo è sera e mi trovo su una terrazza che dà su tutta la città di Gerusalemme. Essa non offre risposte chiare agli interrogativi che hai dentro; vedi una cosa e, insieme, il suo speculare.
Primo Levi diceva che non sempre è possibile separare il giusto dallo sbagliato, perché la vita è una continua ricerca e non esiste una verità assoluta. Sono nel giusto i cristiani o gli ortodossi? Gli ebrei o i musulmani? Forse un po’ di ragione ce l’hanno tutti. Anche nelle nostre vite il bene si mescola continuamente al male. Bisogna capire questo per diventare cittadini del mondo.

Filippo Zaninoni

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