Monastero di Bose - L'esilio del vangelo dalle nostre chiese

Monastero di Bose - L'esilio del vangelo dalle nostre chiese

“Perché non si ha il coraggio di dire che alcune formulazioni liturgiche risultano ostiche e, ormai, incapaci di narrare il Dio di Gesù Cristo? E non è solo questione di linguaggio da adeguarsi e aggiornarsi, come nella traduzione del Padre nostro (con il «non ci indurre in tentazione» modificato in «non abbandonarci alla tentazione»), ma di orazioni e formule che, oggi, sono incapaci di far ardere il cuore di chi le ascolta o le ripete.

Nella vita ecclesiale si registrano scollamenti e anche vere e proprie contraddizioni tra il linguaggio teologico-pastorale della catechesi, della predicazione con il linguaggio liturgico di testi che rispecchiano antichi modi, perlopiù medioevali, di sentire e vivere la relazione con Dio nella fede e nella preghiera.

Ma cosa si fa perché l'eucaristia domenicale sia qualcosa di vitale, di veramente comunitario, in grado di consentire il riconoscimento reciproco e una vera fraternità per quanti vi partecipano? Ascolto, silenzio, parola, canto, meditazione sono essenziali alla liturgia cristiana, ma occorre che questa sia anche segno di fraternità, gratuità, condivisione, antidoto alla solitudine e all'isolamento dominanti nella nostra società”

Dall’articolo di ENZO BIANCHI nel link allegato.

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